Arrivati a San Gimignano dopo un percorso infernale tra ettolitri d'acqua che si rovesciavano insistentemente a voler ripulire la mia macchina (operazione impossibile) qui il tempo è più clemente
Solo nuvoloso con qualche raggio di sole che gioca a fare capolino fra i bianchi batuffoli del cielo.
Fatto il check-in di rito in albergo, decidiamo che non siamo abbastanza stanchi per il viaggio e che vogliamo iniziare a visitare qualcosa.
Le torri ci attirano come il nord attira l'ago della bussola, il cielo che si apre, invita ad essere ottimisti.
Armati di macchina fotografica, cavalletto, zaino e tanta pazienza ci avventuriamo verso San Gimignano.
Non è una novità ci siamo già stati, adorando la toscana, ma ci torniamo volentieri.
Scarpiniamo in lungo e in largo, scoprendo nuovi scorci e rispolverando incredibili ricordi.
Si fa sera e il mio stomaco, ben noto per essere piccolo, discreto e parco, inizia a fare dei suoni simili ai tuoni di una tempesta.
Per cui con metodo scientifico (il nostro) iniziamo ad analizzare i diversi locali cosa propongono.
Avevo già fatto una ricerca e avevo anche chiesto in hotel, ma vedere il locale, annusare i profumi e ... un pizzico di stregoneria normalmente ci conduce verso mete quanto meno dignitose.
Ne giriamo un certo numero, alla fine decidiamo di andare nel ristorante
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Dulcis in fundo" sito in vicolo degli innocenti.
Innanzitutto recarsi nel vicolo offre un punto panoramico eccezionale sulle colline circostanti.
Entrati venite accolti da Cristina e Roberto, che con gentilezza e senza invadenza vi conducono al tavolo.
Il menu' è fresco e non presenta le classiche 400 portate indice di surgelatori capienti e dispense ricche di preparati per cucina.
Una buona musica jazz, di sottofondo, che non copre i discorsi e non costringe i commensali a alzare la voce, discreta ma di ottima selezione, si accompagna con foto di strumenti e suonatori che adornano il locale.
Scegliamo come ogni buona coppia rompiscatole che si rispetti 2 primi diversi, 2 secondi diversi e li accompagnamo con un buon vinello.
Roberto non fa una piega nemmeno di fronte alla mia battuta su quanto queste cose riescano a incasinare la cucina - un signore davvero.
Sopresa abbiamo scelto il tavolo vicino al bancone, e con le spalle alla "cantinetta" un vero spettacolo.
Finalmente una persona che sa come si stappa, si annusa, e si serve un vino mi dico vedendolo all'opera.
Arrivano i piatti, l'attesa è stata ragionevole, l'aspetto curato in ogni dettaglio li rende sicuramente invitanti anche alla vista, nel frattempo vedo passare altre portate per altri commensali, tutte contraddistinte dallo stesso stile e dalla stessa cura per i particolari.
I miei spaghetti al salto con crema di piselli e guanciale erano veramente equilibrati, gustosi, saporiti ma non stucchevoli, le tagliatelle al ragu bianco di cinghiale hanno deliziato il palato della mia consorte che è ben nota ai più per essere ... un po' difficilina ...
Sui secondi nulla da dire, abbiamo scelto un pollo arrosto marinato nella vernaccia e con sapori vari, veramente interessante perchè non sapeva di pollo arrosto ed era estremamente gustoso e ricco di profumi, e polpettine !! di maiale, con crema di patate aromatizzata allo zafferano - che è una delle risorse locali insieme alla vernaccia e ai turisti!!
Il vino
Cusona 1933 una vernaccia di San Gimignano (Guicciardini Strozzi - 2006) è ricco di profumi, equilibrato, alcolico al punto giusto ci accompagna in maniera gradevole senza alcuna stonatura in tutto il nostro percorso culinario.
Menzione a parte, e sapete quanto la nostra cuoca sia difficile con i dolci, per i CANTUCCI fatti in casa che emergono fragranti da un vaso in vetro, prodotti artigianalmente nella cucina del locale. Che dire quasi tre porzioni e avremmo continuato a sgranocchiarli e intingerli nel vin santo di Chianti del 1999 una delizia.
alla fine del pasto sentivo un leggero tremolio nella tasca destra, la mia carta di credito stava già tremando al pensiero del conto...
invece devo dire che è stato in linea con le attese e con la qualità del locale.